Trama

Damiano Montero, il protagonista, vive la tragedia del suicidio della madre e, contestualmente appren- de la storia della sua famiglia e le atrocità commesse durante la dittatura argentina degli anni ’70, in un lungo flash-back che lo porta da Milano a Buenos Aires, alla ricerca del torturatore dei suoi genitori, con il proposito di vendicarli.

La lettera di Rosa è particolarmente toccante, poiché rivela il suo dolore e la sua incapacità di affrontare il passato e la sua confessione finale, in cui chiede a Damiano di vivere per entrambi, evidenzia il peso del trauma che ha portato con sé e l’impossibilità di trovare pace.

Il climax della storia si raggiunge nel momento in cui Damiano si trova faccia a faccia con il Capitano Castoldi, il possibile padre e torturatore, che però si

presenta come un vecchio fragile e gentile, totalmen- te diverso dal sadico assassino descritto dalla madre. Allora si pone la domanda: la natura di un uomo può cambiare oppure “ognuno rimane per sempre sé stesso, senza speranza?” e ancora: ha senso uccidere “per dimostrare a sé stesso di non essere un assassi- no”?

Un episodio banale ed imprevisto lascerà, comun- que, il dubbio sulla conclusione dell’atto di giustizia o sulla scelta di non perpetuare il ciclo di violenza ed odio.

Nel complesso, il testo è una riflessione profonda sulle conseguenze delle azioni umane, sulla ricerca di giustizia e sulla possibilità di redenzione.

La messa in scena è evocativa e coinvolgente, portando lo spettatore a riflettere su questioni morali e sull’eredità del passato.

Personaggi

Damiano Montero Maurizio Noce Sconosciuto Daniele Cestari Rosa Marisa Migliari Giovane donna Lorenza Previato Capito. Felipe Santiago Castoldi Arnaldo Bonafini Cameriera Maria Pia Gallo Voce fuori campo Massimo Noce 

Costumi e materiale scenico: Giulia Zuolo

Regia: MAURIZIO NOCE

Direzione tecnica: Giorgio Libanore

Locandina

Pieghevole

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